Mi presento

Degher, mi chiamano così gli amici musicisti. Ma il mio nome in greco significa istruito, come se – fin dall’origine – fosse segnato il mio tempo dedicato all’istruzione. Cerco sempre collegamenti tra ambiti e discipline apparentemente lontane: yoga e cristianesimo, musica e fabbrica, cultura e abbandono scolastico, lavorando su unicità che ci possono arricchire. Sono coinvolto in diverse società: Associazione AEF formazione professionale, Fondazione Istituto Tecnico Superiore nel turismo, Fondazione Galdus con imprese di vari settori, Fondazione Accademia di Musica Sacra, Galdus per la formazione dei giovani, Gruppo IES un gruppo di enti che operano nel sociale, nella sanità e nella cultura con sedi in tutta Lombardia.

Nella metropoli meneghina mi sposto in bicicletta per le vie dove è cresciuta la mia storia personale e professionale, ma per lavoro non esito a volare a Mosca, Gerusalemme, Betlemme… Gli anni corrono e mi dicono che ne ho già compiuti 50. Con il ritmo scandito da figli, lavoro, musica e sane camminate in montagna, non me ne sono accorto.

Diego-Montrone-chi-sono

La Musica

È l’emblema dell’uomo di fronte ad una cosa più grande di lui. Mi successe, per la prima volta, a sette anni ascoltando il primo tempo del secondo concerto per pianoforte e orchestra di Rachmaninov: un esperienza fisica della relazione con il trascendente. I sensi ti rendono percepibile, ti creano il contatto, ti rendono reale e ti fanno “incontrare” ciò che non sempre si percepisce perché non sempre è fisico. Tutta la musica anche quella che suonava il mio papà da autodidatta con la sua fisarmonica. Quell’armonia che usciva da quei gesti come abbracci mi ha spinto a suonare ed è uno dei pochi ricordi nitidi che ho di lui avendolo perso da piccolo.

La Cultura

È l’educazione al bello. È una formazione. È una “sveglia” del desiderio del senso di tutte le cose. Hai bisogno di impegno e conoscenza per andare a fondo di quella scintilla che ti ha destato l’interesse, l’attenzione. La cultura è sapere, è vivere in modo più consapevole, più reale, più vivo anche le esperienze di altri.  Le conoscenze di altri ti arrivano dai libri, dagli incontri e ti aumenta la consapevolezza di chi sei.

 

 

 

Il maestro Montrone ha la capacità, nel suo modo scrupoloso di lavorare, di addossarti una responsabiltà diretta sul tuo modo di suonare, di farti sentire un privilegiato per quello che stai facendo!

L’educazione

Non è un’esperienza autonoma. Ha a che fare con l’incontro perché l’educazione è l’incontro con un’altra persona che ti cambia e ti interroga. Condizione fondamentale è seguire qualcuno o anche più di uno per il desiderio di trovare un qualche cosa che senti che partecipa al tuo ben-essere. Ti fa stare meglio, insomma, nel rispetto del suo significato: l’educazioni estrae e potenzia qualità e competenze, alle volte inespresse.

La Famiglia

Intanto la mia è numerosa ben quattro figli. È il mio ambito educativo per eccellenza dove trovo più che altrove occasione continua per educarmi al senso della vita.