Mi presento

Degher, mi chiamano così gli amici musicisti. Ma il mio nome in greco significa istruito, come se – fin dall’origine – fosse segnato il mio tempo dedicato all’istruzione. Cerco sempre collegamenti tra ambiti e discipline apparentemente lontane: yoga e cristianesimo, musica e fabbrica, cultura e abbandono scolastico, lavorando su unicità che ci possono arricchire. Sono coinvolto in diverse società: Associazione AEF formazione professionale, Fondazione Istituto Tecnico Superiore nel turismo, Fondazione Galdus con imprese di vari settori, Fondazione Accademia di Musica Sacra, Galdus per la formazione dei giovani, Asilo Mariuccia per accogliere minori abbandonati… In Africa, dopo un passaggio in India per yoga e meditazione, ho conosciuto Eleonora che ho sposato a Milano.

Nella metropoli meneghina mi sposto in bicicletta per le vie dove è cresciuta la mia storia personale e professionale, ma per lavoro non esito a volare a Mosca, Gerusalemme, Betlemme… Gli anni corrono e mi dicono che ne ho già compiuti 45. Con il ritmo scandito da famiglia, lavoro, musica, parrocchia e sane camminate in montagna, non me ne sono accorto.

Diego-Montrone-chi-sono

La Musica

È l’emblema dell’uomo di fronte ad una cosa più grande di lui. Mi successe, per la prima volta, a sette anni ascoltando il primo tempo dell’Introduzione del secondo concerto per pianoforte e orchestra di Rachmaninov: un esperienza fisica della relazione con il trascendente. I sensi ti rendono percepibile, ti creano il contatto, ti rendono reale e ti fanno “incontrare” ciò che non sempre si percepisce perché non sempre è fisico. Tutta la musica anche quella che suonava il mio papà da autodidatta con la sua fisarmonica. Quell’armonia che usciva da quei gesti come abbracci mi ha spinto a suonare ed è uno dei pochi ricordi nitidi che ho di lui avendolo perso da piccolo.

La Cultura

È l’educazione al bello. È una formazione. È una “sveglia” del desiderio del senso di tutte le cose. Hai bisogno di impegno e conoscenza per andare a fondo di quella scintilla che ti ha destato l’interesse, l’attenzione. La cultura è sapere, è vivere in modo più consapevole, più reale, più vivo anche le esperienze di altri.  Le conoscenze di altri ti arrivano dai libri, dagli incontri e ti aumenta la consapevolezza di chi sei.

 

 

 

Il maestro Montrone ha la capacità, nel suo modo scrupoloso di lavorare, di addossarti una responsabiltà diretta sul tuo modo di suonare, di farti sentire un privilegiato per quello che stai facendo!

L’educazione

Non è un’esperienza autonoma. Ha a che fare con l’incontro perché l’educazione è l’incontro con un’altra persona che ti cambia. Condizione fondamentale è seguire qualcuno o anche più di uno per il desiderio di trovare un qualche cosa che senti che partecipa al tuo ben-essere. Ti fa stare meglio, insomma, nel rispetto del suo significato: l’educazioni estrae e potenzia qualità e competenze, alle volte inespresse.

La Famiglia

Intanto la mia è numerosa con mia moglie e quattro figli. È il mio ambito educativo per eccellenza dove trovo più che altrove occasione continua per educarmi al senso della vita. Ci sono stati due eventi fondamentali nella mia storia: l’incontro con il cristianesimo e la famiglia. Due ambiti in cui non puoi fingere. Devi essere vero con i tuoi limiti e risorse. È il punto nel quale sei in assoluto più te stesso. Non fai giochi di ruolo… eccetto il ruolo del papà. Lì oltre al ruolo però c’è il tentativo di trasferire quello che hai capito nella e della vita. Non fai il tecnico e cinico padre ma un papà che rende palpabili i valori. Eleonora ed io abbiamo quattro figli: Margherita, studia il violino; Pietro, passa dalle percussioni al pianoforte senza problemi; Filippo, ha passione per lo studio e il basket; Aurora, disegna e apprezza la cucina della mamma che in realtà è la vera direttrice d’orchestra in famiglia e catechista in parrocchia.